martedì, 03 novembre 2009
Ho aperto questo blog alla fine di marzo del 2005.
Davide, mi ha convinto a passare un'oretta di tempo con lui e mi ha insegnato a postare, prime cose, a scegliere un template, a definire i tag.
Mi ha aperto un mondo!

Nel 2005 ero l'unico candidato alle elezioni comunali (su circa 600) ad avere un blog nel quale si sperimentavano le potenzialità del web 2.0.
I candidati a sindaco si presentavano con i loro siti istituzionali, costosi e statici, che forse sono ancora attivi, mentre in questo spazio già si discuteva, si scambiavano opinioni e si partecipava in modo libero ad una discussione.

Nel corso di questi 5 anni ho partecipato alla scrittura di altri blog (castelfolk, massacritica, il vivaio, e altri piccoli contributi per slow food della vallagarina, ecc.)

questa rete mi ha permesso di conoscere persone, di scambiare opinioni, di arricchirmi visto che i contributi di molte delle persone che hanno partecipato riguardavano aspetti a me sconosciuti.

Oggi, dopo 5 anni, con costanza e con qualche periodo di bassa tensione, sono arrivato a 50000 accessi (10000 li avrò fatti io per postare e controllare se ci sono commenti).

Non significa nulla e non vuole essere un occasione di festeggiamento. Non ho la sindrome del contatore, ma mi piacerebbe che venisse riconosciuto che questo spazio è uno dei tanti in cui si discute di ambiente, di cultura, di generazioni, di mobilità e di politica.

Sono fazioso e schierato, ma vedo che anche chi non è in perfetta sintonia con me partecipa e questo fa la ricchezza di questo spazio.

Grazie a tutti i lettori e speriamo di continuare con questi ritmi e con questi numeri!

Saluti a tutti da una stanza d'albergo romana

postato da: robertopallanch alle ore 09:41 | Permalink | commenti (5)
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lunedì, 02 novembre 2009
SPUAI
un racconto autobiografico di avventure e di vita in campagna
postato da: robertopallanch alle ore 23:49 | Permalink | commenti (2)
categoria:circoscrizione centro
lunedì, 02 novembre 2009

Talento e futuro sono i due punti che uniscono la rotta della giovinezza. Il primo garantisce ciò che siamo, misura il valore delle nostre conoscenze o delle nostre abilità; il secondo è l’ansia di trasformare l’energia del presente in una prospettiva di vita, nel sogno realizzato.

L’Italia non è un paese per giovani. Non certifica i talenti, non valorizza il merito e non investe sulle nuove generazioni. Spesso le narcotizza con un curriculum formativo scadente e poco esportabile e le obbliga a un’overdose di flessibilità, correttivo ineluttabile di un modello di lavoro troppo oneroso per un welfare diventato, via via, un lusso europeo. A chi è giovane tocca una impossibile fase di iniziazione al lavoro (quasi uno su quattro è ora disoccupato del tutto) e un assai incerto futuro previdenziale: non era questo il destino dei loro padri quando avevano la loro età. E questo vale oggi sia per un lavoratore dipendente sia per un professionista.

Insomma, se – per dirla alla Bob Dylan – «essere giovani vuol dire tenere aperto l’oblò della speranza anche quando il mare è cattivo e il cielo si è stancato di essere azzurro», la barca-Italia fa di tutto per mettere alla prova la determinazione e la voglia di lottare dei suoi ragazzi. I giovani chiedono, se non proprio stabilità, almeno tutele migliori per gestire le fasi di passaggio da un posto all’altro in questa vita normalmente trapuntata di occasioni di impiego che, alla fine, fanno un complicato rosario lavorativo. Vanno in questa direzione le proposte Confindustria che verranno presentate il 17 novembre a Vicenza: abolizione del valore legale del titolo di studio, migliore diffusione dei prestiti d’onore, rilancio della formazione tecnica, spesso trascurato segreto di molte delle produzioni made in Italy. Ridare dignità all’università è forse l’unico modo per restituire il senso del futuro alle generazioni di oggi. È questo anche lo scopo della riforma Gelmini varata ieri dal consiglio dei ministri: i fondi andranno solo agli atenei virtuosi, saranno aboliti i corsi fittizi, la valutazione dei docenti sarà a cura degli allievi, aumenteranno le borse di studio per gli studenti più meritevoli. Si farà più ricerca e ciò significa qualità. Il tutto diventa poi equità sociale: un paese con buone università sceglie al meglio la propria classe dirigente. Senza scorciatoie, senza camarille.

postato da: robertopallanch alle ore 14:29 | Permalink | commenti
categoria:politica, generazioni
giovedì, 29 ottobre 2009
Sabato 7 novembre il gruppo Emergency di Rovereto organizza una cena solidale presso i locali della Sacra famiglia a Rovereto (Piazzale De Francesco, 1 - Rovereto)
Il costo per persona è di 20.00 euro (cena completa dall'antipasto al dolce, bevande incluse).

Indicativamente si potrà arrivare a partire dalle 19.00 per un aperitivo "alternativo", mentre la cena avrà inizio alle ore 20.00 (e per ovvie esigenze organizzative, si raccomanda la puntualità).

E' necessario prenotare inviando una mail a

emergencyrovereto[chiocciola]libero.it

entro il giorno 2 novembre, segnalando eventuali esigenze alimentari.


Il denaro raccolto andrà a sostegno del

centro di maternità di Hanbah in Afganistan.

postato da: robertopallanch alle ore 08:45 | Permalink | commenti
categoria:solidarietà
mercoledì, 28 ottobre 2009
Ha ragione Luisa Patruno quando nel suo editoriale di ieri sostiene che il risultato delle primarie era scontato. Con quattro candidati è praticamente impossibile che uno superi il 50%.

La prima riflessione che mi viene da fare è: adesso ricomincia la solita bagarre tra opportunità politiche e regole, tra indicazioni degli elettori e rispetto dello statuto.

Un pò di amarezza per le dichiarazioni di Kessler: "questa volta ho vinto io". Nonostante i rimbrotti e le prediche sulle regole, mi sembra che cerchi sempre di rivendicare il peso della corrente.

Scientifica l'Operazione di disinnesco di Pinter da parte dei sostenitori di Veronesi. Hanno sottratto quel che bastava per risultare il terzo degli eletti ed essere escluso dal potenziale ballottaggio.
Con questa operazione gli eletti di Rovereto e Vallagarina risultano essere meno di quelli del Basso Sarca.

Ultima considerazione sugli eletti:
Lorandi Fabiano
Dorigotti Sandra
Ballardini Bruno
Merighi Claudia
Chiasera Sabina
Simoncelli Chiara

L'età media è, ancora una volta, sopra i 50 anni. C'erano candidati più giovani, ma gli elettori hanno scelto così!
postato da: robertopallanch alle ore 08:38 | Permalink | commenti (9)
categoria:partito democratico
lunedì, 26 ottobre 2009
Riporto qui sotto due lettere pubblicate ieri dall'Adige.
I miei 4 lettori ;-D sanno che condivido in pieno i contenuti della prima lettera.
Sulla seconda, diamo atto all'amministrazione di aver "cantierato" un sacco di cose, di aver affrontato alcuni nodi cruciali della città, avviando discussioni spesso difficili.

Rispetto a Corso Bettini c'è chi solleva alcune obiezioni rispetto all'estetica, alla valorizzazione delle facciate, al posizionamento di qualche lampione, ma nel complesso possiamo dire che si tratta di un bel lavoro.

A mio avviso rimane da sciogliere un nodo cruciale. Riusciremo a vedere e vivere quella via senza auto?
Riusciremo a convincere i residenti ad utilizzare il parcheggio del mart nelle ore notturne trasformandolo in un pertinenziale dalle 20 alle 8, ed in un parcheggio scambiatore dalle 8 alle 20?


Rovereto, sulle ciclabili mi sento presa in giro

Leggo con un po' di sollievo l'articolo sull'Adige, in data odierna, dove, nelle ultime righe, si lascia aperta la possibilità di un ridisegno di ciclabile in via Fontana. E dico così, perché ieri mi sono sentita presa in giro, come cittadina ciclista convinta, nel sentirmi incoraggiare, dall'assessore competente, a lasciare a casa l'auto ed a prendere invece la bici, dati i lavori concomitanti in città che paralizzano il traffico. Io la bicicletta la uso tutti i giorni e più volte al giorno, per i miei spostamenti e, sinceramente, anche con un semplice tracciato di linea gialla per terra, mi sentivo molto più sicura di oggi che non c'è più nulla, per cui la tentazione, di pedalare sui marciapiedi è sempre più grande… nonostante l'incombente minaccia di multe o altro. Ma chi, come me, crede in una mobilità sostenibile ed abita in periferia (Borgo Sacco), come deve fare per spostarsi in bicicletta, in sicurezza? Perché l'Assessore organizza la biciclettata d'autunno (che quest'anno è andata quasi deserta, io penso, per la contraddizione evidente rilevata dai ciclisti), se poi non crede e non provvede veramente a un uso sicuro della bicicletta, che sembra invece considerare solo un mezzo di passatempo? Condivido invece la posizione decisa del Sindaco sui posteggi in città , quando afferma che «la gente deve capire che le macchine vanno messe nelle strutture» (o sia nei parcheggi interrati) che oggi a Rovereto sono sotto-utilizzate.

Francesca Visintainer - Rovereto


Ai roveretani dico: basta lamentarsi
Ai roveretani dico: smettiamola di lamentarci. Smettiamola con le polemiche per una deviazione, una strada temporaneamente a senso unico, un nuovo semaforo e il traffico dovuti ai lavori in corso. Certo, i disagi si sono fatti e si fanno sentire. Ma un certo buon senso e una piccola dose di sopportazione possono essere molto utili: il risultato che ne avrà la città sarà valso il prezzo di qualche piccolo fastidio. Corso Rosmini sarà a breve un magnifico boulevard: i nuovi marciapiedi, le pensiline per gli autobus recentemente sostituite, palazzo Balista rimesso a nuovo. Corso Bettini è da poco tempo un viale da cartolina; passateci una sera, aggirandovi tra i suoi palazzi sotto le luci aranciate dei nuovi lampioni, fermandovi magari a bere un sorso d'acqua fresca alla fontana appena restaurata: tutto è sospeso in un clima di attesa, quella dell'ultimazione del restauro del teatro Zandonai. L'ordine e la bellezza della città in cui tra poco tempo abiteremo sarà il risultato del lavoro serio di un'amministrazione che si è impegnata per andare incontro alle esigenze dei suoi cittadini. Sarà il risultato del lavoro degli operai e dei tecnici del comune che hanno lavorato anche il sabato, la domenica, quest'estate talvolta la notte pur di cercare di alleviare i nostri disagi. Quando la viabilità e i prossimi lavori saranno ultimati rimarrà solo un ultimo neo: quel parcheggio sull'ex stazione autocorriere. Attualmente uno spreco di spazio. Mi domando quale altra città abbia un'area tanto ampia adibita a solo parcheggio sulla via centrale che l'attraversa. Si tratta di una questione che in ogni caso avrebbe potuto essere risolta in tempi più brevi, se da parte nostra ci fossero state meno diffidenza e più obiettività rispetto ai progetti proposti sull'area, che si auspica diventi una piazza con posteggi interrati. Smettiamola anche con le inutili guerre sui posti auto: nel momento in cui vi siano dei parcheggi per le automobili, non lasciamo che siano i 200 m da percorrere a piedi per raggiungere il centro a farci sollevare discussioni animose che dimenticano l'importanza della vivibilità di un centro cittadino che voglia essere a misura d'uomo. Questo mio invito non è la richiesta di mettere a tacere ogni critica, bensì piuttosto un incentivo a riflettere sull'adeguatezza dei nostri rimproveri. A riflettere su quanto talvolta dietro a presunte scomodità si celino punti d'arrivo per i quali la logica richiede un minimo di pazienza: come la Rovereto in cui abiteremo al termine dei lavori. A riflettere anche sulle modalità con cui solleviamo le nostre obiezioni: perché spesso, oltre a segnalare ciò che crediamo a Rovereto non funzioni, potremmo essere più propositivi, attivandoci per presentare progetti e far sì che vengano realizzati.

Dario Dossi - Rovereto
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venerdì, 23 ottobre 2009
L'Italia è un paese che penalizza i giovani
Commentando l'indagine sul Trentino del 2050 condotta dal Servizio statistica della Provincia il prof. Cerea, docente di Economia a Trento, si è cosi espresso: «L'attuale sistema privilegia gli ultrasessantenni, gravando sui giovani. Questi ultimi devono prendere coscienza del problema e far sentire la loro voce». Condivido l'osservazione di Cerea. L'Italia infatti non è un Paese per giovani: li carica di un enorme debito pubblico e pensionistico e li priva di prospettive per il futuro relegandoli ai margini del mercato del lavoro; la politica abitativa privilegia le posizioni acquisite impedendo ai giovani di accedere all'edilizia pubblica; la spesa per la protezione sociale è ripartita in modo del tutto svantaggioso per le nuove generazioni di lavoratori, garantendo prevalentemente il sistema pensionistico. Infatti in Italia rappresenta il 26,4% sul Pil di cui il 15,5% per i trattamenti pensionistici; in Danimarca è del 30,1% complessivamente e l'11% per le pensioni; in Svezia rispettivamente del 32% e 11,5%; in Olanda 28,2% e 11,1%; in Germania del 29,4% e 12,4%; in Francia 31,5% e 13%; nel Regno Unito del 26,8% e 11,8%. In Italia quindi la spesa sociale è largamente inferiore alla media europea e più della metà di questa è assorbita dal sistema pensionistico. Scrive Giorgio Santini, dirigente Cisl, su «Conquiste del Lavoro» del 20 giugno: «Risultano particolarmente colpiti dalla crisi produttiva i lavoratori a termine (…) si evidenzia la debolezza dei giovani e dei lavoratori precari di fronte alle turbolenze del mercato del lavoro». Scevri da facili demagogie alla Tremonti - un Ministro alla ricerca di slogan e soluzioni intriganti per il pubblico che all'ora dei tg lo segue da casa - i giovani devono diventare motore del cambiamento e l'inevitabile flessibilità di cui necessita una moderna economia della conoscenza non deve essere scaricata interamente sui nuovi entranti e non può essere disgiunta dalla sicurezza sociale. Un importante obiettivo da conseguire è quello di superare le forti disparità che dividono i lavoratori «tipici» dagli «atipici». Secondo Pierre Carniti, segretario generale della CISL dei primi anni '80, si devono uniformare le aliquote contributive, i trattamenti salariali e le normative per la risoluzione del rapporto di lavoro. Tito Boeri ha proposto alcune soluzioni in «Un nuovo contratto per tutti» e in «Contro i giovani - come l'Italia sta tradendo le nuove generazioni», nel quale scrive: «Tutti devono poter entrare con le stesse regole, permettendo ai loro datori di lavoro, privati e pubblici, di valutare il loro rendimento nei primi tre anni, con tutele contro il rischio di licenziamento crescenti nel tempo». Penso sia necessario per i giovani fare sistema e «lobby generazionale» per poter aumentare la propria presenza nelle istituzioni e nei luoghi decisionali.

Lorenzo Passerini


condivido integralmente la lettera e le riflessioni di Lorenzo! fuori le palle e basta privilegi!
ci sono le possibilità per rendere più libera la partecipazione al mondo del lavoro da parte dei giovani, ci sono gli strumenti per riconoscere il maggior rischio ai lavoratori a tempo determinato, ci sono le possibilità di trasferire le risorse dagli anziani ai giovani.

Siamo una società egoista nei confronti dei giovani (almeno a livello collettivo), salvo poi preoccuparsi delle loro sorti a livello familiare: sono i genitori o i nonni che comprano la casa ai 30enni, che si occupano della cura dei figli e che diventano ammortizzatori sociali.

E' una visione distorta di famiglia che non responsabilizza le nuove generazioni e che le illude fino al momento in cui subiranno una "doccia fredda" chiamata realtà.

... e i giovani che si ritrovano a pensare al loro futuro chiedono sempre e solo più divertimenti.
Basta: fuori le palle!!!!
smettetiamola di essere nènè

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giovedì, 22 ottobre 2009
è un appuntamento da non perdere per chi ha un minimo di sensibilità ambientale, è curioso di sapere cos'+ la decrescita, è interessato a stili di vita più dolci, cerca suggerimenti su come muoversi in modo alternativo, ha voglia di conoscere il territorio ed i suoi sapori, vuole imparare a fare il sapone o il brodo come lo facevano le nostre nonne.

Si parla di biologico, di filiera corta, di decrescita, di mobilità alternativa... di tante piccole azioni, di uno stile di vita consapevole, che aiuterà ad avere un mondo migliore.

Partecipate numerosi alla fiera... mentre io sto al seggio delle primarie :-(

a questo link le info e qui il programma

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martedì, 20 ottobre 2009
Domenica ci saranno le primarie del Partito Democratico.

Si voterà per l'elezione del segretario nazionale scegliendo tra Bersani, Franceschini e Marino (in ordine alfabetico ma anche in ordine di preferenze ottenute dalle consultazioni tra iscritti)

Si voterà anche per l'elezione del segretario provinciale.
Nel nost
ro caso i candidati sono 4: Nicoletti, Pinter, Tonini, Veronesi.

In Trent
ino non ci sono stati congressi tra gli iscritti per la scelta del candidato preferito dai militanti. Tutto il potere è nelle mani del "popolo delle primarie" che potrà scegliere il candidato preferito e, a differenza del nazionale, potrà anche scegliere le persone che preferisce far eleggere in assemblea provinciale.

Così, mentre per il congresso nazionale è sufficiente scegliere il candidato e gli eletti nell'assemblea nazionale sono legati alla loro posizione in lista, per l'assemblea provinciale è necessario esprimere delle preferenze.

Si vota per collegi: gli stessi del SENATO.
Bisogna votare un uomo e una donna!

Non mi è ancora chiaro se si può votare solo il candidato segretario senza esprimere preferenze.

Per chi mi legge dal collegio di Trento o chi gravita su Trento e vuole collaborare, Chiara Giacomoni, coordinatrice del circolo di Povo è candidata nelle lista di Roberto Pinter.

Fate una scelta CHIARA! Votate e fate votare Chiara Giacomoni

P.S.: io sono sempre alla ricerca di volontari per tenere il seggio aperto domenica a Palazzo Adami!



postato da: robertopallanch alle ore 17:34 | Permalink | commenti (4)
categoria:politica, partito democratico
lunedì, 19 ottobre 2009
Il trentino è una terra di passaggio, è una terra di conquista, una terra che ha sempre combattuto per la propria autonomia di governo.
In questa terra nascono personaggi illuminati, sperimentatori, innovatori.

L'orgoglio trentino si manifesta in diverse forme, ma emerge soprattutto quando qualche trentino arriva al successo fuori dalla propria terra.

Così, i bastard hanno ricevuto l'aquila di San Venceslao per le loro apparizioni televisive, ma altri sembrano essere dimenticati nonostante i brillanti risultati.

Uno di questi casi è portobeseno, che è recentemente comparso in una trasmissione televisiva con i progetti di memoria, web, territorio, suoni.
Forme di memoria condivisa e partecipata, che rendono "emozionante" il rapporto con la storia.

guardate qui


Per non parlare di Keller... che tra poco tornerà nell'oblio a fare qualità!
postato da: robertopallanch alle ore 12:23 | Permalink | commenti (6)
categoria:cultura, territorio